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L'azienda Agricola "Le Fornaci" si trova appena fuori la cinta muraria di San Gimignano, il cui centro è raggiungibile con una breve passeggiata. Il podere, che gode di una magnifica esposizione tanto da essere già luogo di vacanza di notabili Fiorentini fin dal 1700, appartiene alla famiglia Magnorfi Rossi da più di due secoli, ed ha sempre prodotto vino ed olio. La vigna trova qui infatti il suo habitat ideale e le uve raggiungono la maturazione in modo naturale piene di succo, tanto che non è raro rintracciare tra i filari il passaggio di cinghiali, lepri e volpi. Negli ultimi anni con la fine della mezzadria, è stata fatta la scelta di privilegiare la qualità investendo in impianti ed attrezzature, facendo proprio il concetto che una piccola azienda produce con cura ed amore prodotti di grandi qualità. Nascono così la Vernaccia ed il Chianti……. che richiamano subito il territorio; inoltre una attenta cura in cantina non fa altro che esaltare sapori e profumi.
Lo Zafferano
Lo zafferano è conosciuto fin dai tempi più remoti: Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio lo citano nelle loro opere vantandone le virtù nell'arte culinaria e come colorante, per tingere stoffe. Presso gli antichi popoli asiatici costituiva un ingrediente comune nella cottura di svariate vivande. Veniva usato anche per preparare misture da bruciare durante le cerimonie religiose. Questa piantina, della famiglia delle iridacee, è originaria dell'Oriente. Il nome deriva dall'arabo za'-farán' e dal persiano 'zaa-fran'. Dall'Asia la coltivazione si diffuse nell'Africa settentrionale, e in seguito nella Spagna. Non si conosce la data precisa in cui lo zafferano dalla Spagna venne introdotto in Italia, ma sappiamo con certezza chi importò i bulbi (o più correttamente cormi, trattandosi di bulbo-tuberi) nel nostro paese: il padre domenicano Santucci, abruzzese di Navelli, grande appassionato di agricoltura che, regnando Filippo II di Spagna, era membro del tribunale dell'Inquisizione. Padre Santucci si innamorò della aromatica piantina, studiò la natura del terreno in cui poteva meglio prosperare, quindi decise di coltivarla. I risultati furono ottimi e padre Santucci ottenne un prodotto di qualità superiore persino a quello spagnolo, già molto rinomato.
La Vernaccia
La Vernaccia di San Gimignano (provincia di Siena) occupa un ruolo di grande importanza nel panorama viticolo toscano, che gli deriva sia da una tradizione secolare (che risale alla metà del XIII secolo), sia dalla effettiva qualità del prodotto. La Vernaccia ha saputo coniugare l'eccellente qualità del vino all'impareggiabile ambiente paesaggistico del territorio di San Gimignano. Infatti è il primo vino bianco toscano a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1993, ed è stato oggetto di un'evoluzione costante, tanto nel vigneto quanto nella cantina, che l'ha portato a livelli di grande qualità. La Vernaccia di San Gimignano si ottiene da uve del vitigno omonimo, con l'eventuale presenza di altri vitigni a bacca bianca non aromatici, fino ad un massimo del 10%. Presenta un colore giallo paglierino tenue, tendente al dorato con l'invecchiamento; un odore fine, penetrante e caratteristico; un sapore asciutto, armonico, con retrogusto amarognolo. La gradazione alcolica minima è di 11°, 11,5° per la riserva. Gli abbinamenti che più si addicono alla Vernaccia di San Gimignano sono le minestre di pane, gli antipasti all'italiana, i pesci e i crostacei; ottimo anche come aperitivo.
L'Olio
Assieme al grano e alla vite, l’olivo è il terzo perno fondamentale del modello produttivo eleborato dalla civiltà greca. Tardivamente importato in Italia, esso divenne a poco a poco elemento caratterizzante anche dell’econimia e della cultura Romana. L’olio d’oliva assunse in tal modo un’importante funzione di identificazione culturale, contrapponendosi ai grassi animali (burro,lardo..) che caratterizzavano le civiltà celtiche e germaniche del Nord Europa.
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