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| Lo Zafferano |
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Lo zafferano è conosciuto fin dai tempi più remoti: Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio
lo citano nelle loro opere vantandone le virtù nell'arte culinaria e come colorante, per
tingere stoffe. Presso gli antichi popoli asiatici costituiva un ingrediente comune nella
cottura di svariate vivande.
Veniva usato anche per preparare misture da bruciare durante le cerimonie religiose.
Questa piantina, della famiglia delle iridacee, è originaria dell'Oriente.
Il nome deriva dall'arabo za'-farán' e dal persiano 'zaa-fran'. Dall'Asia la coltivazione
si diffuse nell'Africa settentrionale, e in seguito nella Spagna.
Non si conosce la data precisa in cui lo zafferano dalla Spagna venne introdotto in Italia, ma sappiamo con certezza chi importò i bulbi (o più correttamente cormi, trattandosi di bulbo-tuberi) nel nostro paese: il padre domenicano Santucci, abruzzese di Navelli, grande appassionato di agricoltura che, regnando Filippo II di Spagna, era membro del tribunale dell'Inquisizione. Padre Santucci si innamorò della aromatica piantina, studiò la natura del terreno in cui poteva meglio prosperare, quindi decise di coltivarla.
I risultati furono ottimi e padre Santucci ottenne un prodotto di qualità superiore persino a quello spagnolo, già molto rinomato.
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| La Vernaccia |
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La Vernaccia di San Gimignano (provincia di Siena) occupa un ruolo di grande importanza nel panorama viticolo toscano, che gli
deriva sia da una tradizione secolare (che risale alla metà del XIII secolo), sia dalla effettiva qualità del prodotto.
La Vernaccia ha saputo coniugare l'eccellente qualità del vino all'impareggiabile ambiente paesaggistico del territorio di
San Gimignano. Infatti è il primo vino bianco toscano a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1993,
ed è stato oggetto di un'evoluzione costante, tanto nel vigneto quanto nella cantina, che l'ha portato a livelli di grande qualità.
La Vernaccia di San Gimignano si ottiene da uve del vitigno omonimo, con l'eventuale presenza di altri vitigni a bacca bianca non
aromatici, fino ad un massimo del 10%.
Presenta un colore giallo paglierino tenue, tendente al dorato con l'invecchiamento; un odore fine, penetrante e caratteristico;
un sapore asciutto, armonico, con retrogusto amarognolo. La gradazione alcolica minima è di 11°, 11,5° per la riserva.
Gli abbinamenti che più si addicono alla Vernaccia di San Gimignano sono le minestre di pane, gli antipasti all'italiana, i pesci
e i crostacei; ottimo anche come aperitivo.
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| L'Olio |
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Assieme al grano e alla vite, l’olivo è il terzo perno fondamentale del modello produttivo eleborato dalla civiltà greca.
Tardivamente importato in Italia, esso divenne a poco a poco elemento caratterizzante anche dell’econimia e della cultura Romana.
L’olio d’oliva assunse in tal modo un’importante funzione di identificazione culturale, contrapponendosi ai grassi animali
(burro,lardo..) che caratterizzavano le civiltà celtiche e germaniche del Nord Europa.
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